"Indicare il Cristo presente nel nostro tempo e nella nostra storia", è questo, per il prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, card. Zenon Grocholewski, il compito delle scuole cattoliche. Nell’omelia, riportata oggi da L’Osservatore Romano, della messa celebrata per il congresso "La scuola cattolica nello spazio pubblico europeo", conclusosi oggi a Roma, promosso dal Consiglio dalle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), il cardinale ha ricordato che "le nostre istituzioni scolastiche cattoliche sono spesso oggi l’unico luogo dove molti possono sentir parlare di Cristo, dove possono incontrarlo nella cultura, nell’arte, nella letteratura, in quello che di grande il Vangelo ha prodotto in Europa". E per questo ai giovani che vivono momenti di difficoltà e di sofferenza di fronte alle prove della vita "la scuola e l’educazione cattolica devono parlare di Cristo, perché possano sentire il bisogno di incontrarlo". Una missione questa, "resa necessaria dalla secolarizzazione delle società nel continente europeo". Secondo dati forniti dal vescovo ausiliare di Vrhbosn (Sarajevo) mons. Pero Sudar, nei 30.754 istituti nel continente erano iscritti, tre anni fa, 7.514.365 alunni. Oggi, sono calati a 7.317.843, dei quali 3.378.378, studiano in Francia e Spagna. Le scuole cattoliche nelle nazioni europee, ex comuniste, sono frequentate soltanto da 196.522 allievi.