Davanti ai giovanissimi connessi alla rete, prede di fumo, alcol e droga, serve uno sforzo di presenza da parte degli adulti. Ne è convinto lo psicologo Alessandro Meluzzi che commenta così al Sir i risultati dell’indagine della Società Italiana di Pediatria (Sip) su "Abitudini e stili di vita degli adolescenti". "La continua connessione alla rete spiega al Sir Meluzzi evidenzia una virtualizzazione della comunicazione che pone dei grandi rischi poiché amplifica, apparentemente, la quantità di notizie e di relazioni che possono essere intessute. In realtà è l’opposto perché le nostre relazioni si basano non solo su sguardi che si incontrano ma anche su mani che si stringono. Le relazioni disincarnate sono la negazione della verità perché in questo gioco forsennato di comunicazione ognuno tende a mostrare un volto illusorio di sé, una ricostruzione virtuale, facendo venire meno la concretezza di noi e dell’altro". "In questo mondo virtuale, aggiunge dove si trovano storie, illusioni, fantasie, giochi ed erotismi, ai genitori non è permesso entrare. Questi ultimi non sono in grado di stare al passo dei figli. Lo sforzo che dovrebbe fare gli adulti non è solo teorico ma di presenza. Purtroppo i genitori hanno sempre meno tempo lacerati dalla necessità di lavorare per far fronte a mutui e debiti ma è il momento di fermarsi e passare più tempo con i figli". ” “