In alcuni dei paesi maggiormente colpiti dall’hiv e aids, quali Kenya, Malawi, Mozambico, Ruanda e Sudafrica si sta portando a regime il test per l’hiv nelle prime settimane di vita. Nel 2007 30 Paesi a basso e medio reddito avevano adottato il nuovo metodo per il test per l’hiv (Dried Blood Spot Testing) rispetto ai 17 Paesi del 2005. In molti paesi dell’Africa subsahariana, tra i quali Botswana e Sudafrica, grazie a questo nuovo metodo molti bambini effettuano il test sin dalla sesta settimana di vita. Nel 2007 solo il 18% delle donne incinte nei Paesi a basso e medio reddito ha effettuato il test e solo il 12% di quelle che sono risultate positive ha effettuato ulteriori accertamenti. "La prevenzione della trasmissione da madre a figlio dell’hiv è non solo un intervento efficace, ma un diritto umano", ha sostenuto Peter Piot, direttore generale di Unaids, per il quale "stiamo assistendo a progressi significativi in molti paesi, specialmente in alcune regioni dell’Africa, ma è necessario portare a regime l’accesso al test e alle cure necessarie per le donne incinte". Il rapporto raccomanda inoltre un maggiore accesso ai test per verificare le funzioni immunitarie delle donne incinte affette da hiv, per determinare lo stadio dell’infezione e decidere cure che rispondano ai bisogni sanitari delle donne e riducano il rischio di trasmissione ai figli. (segue)