IRAQ: MONS. WARDUNI (BAGHDAD), "DIFFUSIONE SETTE ESPONE I CRISTIANI ALLA ACCUSA DI PROSELITISMO"

Il proliferare delle sette religiose mette ulteriormente a rischio la minoranza cristiana esponendola all’ingiusta accusa di proselitismo. La denuncia arriva direttamente da mons. Shlemon Warduni, vicario patriarcale di Baghdad, che al Sir si dice "preoccupato" per questo fenomeno. "Con le altre confessioni cristiane presenti da tempo in Iraq siamo impegnati nel dialogo ecumenico – spiega mons. Warduni – dalla caduta di Saddam, invece, assistiamo ad un proliferare di sette. Hanno a disposizione soldi e mezzi di trasporto con i quali raccolgono bambini e giovani, offrono loro cibo e denaro. Sono in gran parte di origine inglese e americana. Tra queste c’è anche chi battezza, per la seconda volta, i cristiani". Tutta questa attività, dichiara, "ci espone alle accuse di proselitismo da parte dell’Islam anche se i musulmani sanno bene che non siamo noi. E’ un fenomeno diffuso più nel nord Iraq dove c’è più libertà". In merito alle prossime festività natalizie il vicario resta con i piedi per terra: "manca la sicurezza, la stabilità, certamente ci sono stati progressi in questi settori, ma molto resta ancora da fare e la gente ha paura. Così a Baghdad, la Messa di mezzanotte, e le principali liturgie natalizie, si celebreranno tutte di giorno, mentre nel chiuso delle case le famiglie si riuniranno per la festa, per scambiarsi dolci e dare qualche regalo ai bambini".