BENEDETTO XVI: "I DUE POLI DELL’ESISTENZA UMANA: SOLITUDINE E COMUNIONE" (2)

Per i giovani di oggi, combattuti – secondo Benedetto XVI – dal rischio di una sempre più ridotta capacità di concentrazione e, dall’altro lato, "di isolarsi individualmente in una realtà sempre più virtuale", "la dimensione sociale si disperde in mille frammenti, mentre quella personale si ripiega su se stessa e tende a chiudersi a costruttive relazioni con l’altro e il diverso da sé". Benedetto XVI a questo punto ha affermato che "l’Università, invece, per sua natura vive proprio del virtuoso equilibrio tra il momento individuale e quello comunitario, tra la ricerca e la riflessione di ciascuno e la condivisione e il confronto aperti agli altri, in un orizzonte tendenzialmente universale". Ha poi sottolineato che, "anche la nostra epoca, come quella di Pier Damiani, è segnata da particolarismi e incertezze, per carenza di principi unificanti. Gli studi accademici dovrebbero senz’altro contribuire a qualificare il livello formativo della società, non solo sul piano della ricerca scientifica strettamente intesa, ma anche, più in generale, nell’offerta ai giovani della possibilità di maturare intellettualmente, moralmente e civilmente, confrontandosi con i grandi interrogativi che interpellano la coscienza dell’uomo contemporaneo". (segue)” ” ” “