Un "decalogo" da sottoporre ai rappresentanti dei diversi schieramenti politici per il prossimo programma di Governo. A stilarlo è L’Aibi (Associazione amici dei bambini), che da oltre vent’anni promuove attività e progetti a favore dell’infanzia abbandonata in Italia e nel mondo, affinché la politica si faccia "interprete delle istanze di bambini che più di altri hanno bisogno di non essere dimenticati". Le proposte di AiBi, spiegano i promotori, "intendono essere non tanto principi sulla carta, bensì strumenti operativi per attuare una politica sociale attenta ai bisogni dell’infanzia". Al primo posto, "l’adozione come alternativa all’aborto": per l’AiBi, "il diritto del nascituro alla vita deve essere al centro delle future politiche familiari, così come la necessità di rendere le donne consapevoli della possibilità di dare la vita al proprio figlio, sapendo di poter contare su un’immediata accoglienza” “di in una famiglia adottiva. In tal senso la donna deve essere messa nelle” “condizione, qualora lo desideri, di poter donare il proprio figlio in” “adozione". Favorire l’"adozione aperta" (o adozione "mite") per "offrire una relazione affettiva a bambini in difficoltà"; rilanciare l’affido, ma "solo a tempo e con una nuova gestione" da parte di "associazioni familiari accreditate"; rivedere la normativa sulle case famiglia, i punti principali del "decalogo" AiBi. (segue) ” “