Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) sta avviando una collaborazione con l’Associazione libica International organisation for peace, care and relief (Iopcr), con sede a Tripoli, al fine di "promuovere iniziative in favore di rifugiati e migranti". Il presidente del Cir, Savino Pezzotta, e il presidente dell’Iopcr, Khaled El-Khweldi El-Hamedi, hanno firmato oggi a Roma un protocollo d’intesa tra le due organizzazioni per "ampliare, in sinergia con l’Unhnur, lo spazio umanitario per rifugiati e migranti in Libia", un Paese da anni interessato da massicci movimenti di cittadini stranieri in particolare provenienti dall’Africa Sub-sahariana. Il 10,5% della popolazione libica – si ricorda infatti in una nota è costituita da immigrati regolari, mentre le stime sulla presenza di stranieri irregolari variano tra 1 e 2 milioni di persone. Nel 2006, le autorità libiche hanno rimpatriato 54 mila stranieri irregolari. "L’importanza di questo accordo ha detto Pezzotta risiede nel fatto che siano due organizzazioni non governative, quindi due forze della società civile, a voler cominciare una collaborazione per migliorare le condizioni di migranti e rifugiati in Libia". Dal 2001, circa l’80% dei rifugiati e richiedenti asilo che arrivano in Italia sono transitati per la Libia, da dove s’imbarcano in natanti di fortuna per raggiungere Lampedusa e le coste siciliane.