BASILICATA

Un sostegno al lavoro

Due iniziative per favorire innovazione e occupazione

Favorire innovazione e occupazione in Basilicata. Questo l’obiettivo del disegno di legge della Giunta regionale – approvato dalla terza Commissione permanente del Consiglio regionale (attività produttive, territorio) e ora in attesa del voto dell’aula – che mira a integrare la legge regionale 1/2009 su sviluppo e competitività del sistema produttivo locale. Le integrazioni del ddl riguardano l’introduzione del credito d’imposta per l’innovazione e del fondo di rotazione previsti dalla legge n. 296/2006 e del credito d’imposta per l’occupazione, previsto dalla legge n. 106/2011.Un toccasana. "Questa disposizione sarà un toccasana per gli imprenditori che avranno sostegno concreto nell’attuare progetti d’innovazione e nuove assunzioni", afferma Vittorio Restaino, dirigente dei fondi europei per la Basilicata, a proposito dell’introduzione del credito d’imposta. Come chiarito dalle leggi 296/2006 e 106/2011, il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione – ovvero per compensare crediti e debiti nei confronti dell’erario –entro tre anni dalla data di assunzione e d’investimento per l’innovazione. Attraverso il credito d’imposta (occupazione – innovazione) si va così a incentivare una riduzione del costo delle assunzioni e/o innovazioni. L’azione ha carattere regionale e consiste nell’assegnazione di un contributo in favore d’imprese che accrescano l’occupazione a tempo indeterminato. Tuttavia, osserva Restaino, "ci sarà da attendere l’attuazione della parte successiva, che riguarderà la definizione tecnica di tutte le procedure per attivare e accedere a questi vantaggi sia sugli investimenti per l’innovazione, sia sull’occupazione". Per quanto concerne le due forme del credito d’imposta (innovazione e occupazione), infatti, la società richiedente potrà ricevere una riduzione d’imposta pari alla somma relativa al tabellare che sarà disposto dalla legge attuativa e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nei prossimi giorni.Gli obiettivi e i destinatari. Come asserisce Restaino, il primo obiettivo "riguarda la crescita e l’innovazione dei processi produttivi, del prodotto stesso e dell’organizzazione delle piccole e medie imprese. Inoltre, si vogliono favorire le nuove assunzioni". Per l’esperto, quando la crisi sarà passata, "resterà il rischio che la ripresa non sia capace di premiare l’occupazione. Allora, attivando parallelamente il credito d’imposta per l’innovazione e per l’occupazione, si agevoleranno sia la ricerca sia il lavoro". Il problema occupazionale in Basilicata è reale e va affrontato, per cui "occorre favorire e accogliere queste iniziative – dichiara don Filippo Lombardi, incaricato regionale dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro – perché occupazione e innovazione devono essere sostenute e anche la Chiesa non può che apprezzare quanto viene realizzato in quest’ottica".Semplicità d’accesso. Il credito d’imposta offrirà, principalmente, più automatismo, dando l’opportunità di accedere e beneficiare in modo "automatico" degli investimenti ammissibili, facilitando le lunghe trafile burocratiche di cui tanto si discute. "Per quanto riguarda l’occupazione – aggiunge Restaino – oltre ai vantaggi a titolo procedurale ci sarà quello di avere di uno strumento che tende ad abbattere il costo del lavoro". "Ragionare nell’ottica di credito d’imposta per l’innovazione e l’occupazione è un punto di conquista per la nostra piccola Regione ed è una finestra che si apre a nuove possibilità": ne è certo Raffaele Vitulli, del Forum terzo settore. "La proposta di legge – precisa – va accompagnata al più presto da proposte attuative che mirino a valorizzare i beni comuni e il capitale sociale lucano, perché si possa dare un segnale positivo all’intero territorio. Da un po’ di tempo il terzo settore è impegnato a mettere in atto iniziative mirate che puntano a favorire la cooperazione e i criteri di sussidiarietà, ma credo che sia necessario avviare tavoli di confronto interregionali, capaci di porre le basi per una politica comune".Il fondo rotativo. Il fondo rotativo, sfruttando attività di partecipazione a capitali di rischio attraverso società collegate, in particolare Sviluppo Basilicata, acquisisce dalle piccole e medie aziende in difficoltà parte delle loro azioni per un periodo pari a cinque o dieci anni. In questo modo l’azienda avrà a disposizione liquidità e la certezza che al termine del periodo considerato otterrà di nuovo le sue azioni. Il vantaggio di questo sistema risiede soprattutto nel non dover ricorrere a prestiti sul mercato bancario che portano con sé tassi di interesse elevato.a cura di Giovanni Perilli(06 marzo 2012)