Ha già raggiunto la Russia la delegazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che svolgerà il ruolo di osservatore sulle elezioni presidenziali di domenica 2 marzo (in realtà le operazione di voto nelle regioni dell’estremo orientale del paese euroasiatico sono cominciate in settimana). I 25 rappresentanti CdE faranno parte di un gruppo di circa 300 osservatori internazionali disposti in varie località russe. Non saranno invece presenti l’Osce e l’Unione europea: le due istituzioni hanno infatti ritenuto "insufficienti" le garanzie per i loro inviati. L’Osce, il più importante organismo per il controllo delle elezioni in tutto il mondo, aveva reso nota la decisione di non inviare una missione "viste le restrizioni imposte da Mosca alle procedure di controllo", in particolare riguardo il numero di osservatori e la tempistica. Il Parlamento Ue ha fatto propria la posizione Osce. La deputata olandese Ria Oomen-Ruijten, capo della delegazione interparlamentare Ue-Russia, ha spiegato che "l’osservazione elettorale è una pratica consueta che avviene in moltissimi paesi del mondo. Non si tratta né di intrusione nella sovranità nazionale né di una punizione". Dal CdE erano emerse le stesse perplessità, anche se poi è stato deciso l’invio di un numero limitato di rappresentanti.