Secondo Benedetto XVI "una valida ed efficace formazione" in ambito caritativo deve "mirare a qualificare sempre meglio gli operatori delle diverse attività caritative, perché siano anche e soprattutto testimoni di amore evangelico". "Essi sono chiamati ad essere testimoni del valore della vita, in tutte le sue espressioni ha sottolineato -, difendendo specialmente la vita dei deboli e dei malati, seguendo l’esempio della Beata Madre Teresa di Calcutta, che amava e si prendeva cura dei moribondi, perché la vita non si misura a partire dalla sua efficienza, ma ha valore sempre e per tutti". Inoltre, ha aggiunto, "sono chiamati ad essere testimoni dell’amore, del fatto cioè che siamo pienamente uomini e donne quando viviamo protesi verso l’altro; che nessuno può morire e vivere per se stesso; che la felicità non si trova nella solitudine di una vita ripiegata su se stessa, ma nel dono di sé". Infine, ha detto, "chi lavora nell’ambito delle attività ecclesiali, deve essere testimone di Dio, che è pienezza di amore ed invita ad amare". Il Pontefice ha poi apprezzato l’iniziativa del Pontificio Consiglio Cor Unum di promuovere, il prossimo mese di giugno, un corso di esercizi spirituali a Guadalajara per presidenti e direttori di organismi caritativi del continente americano. Ha auspicato che si possa estendere anche ad altre regioni del mondo.” “