"L’attività caritativa occupa un posto centrale nella missione evangelizzatrice della Chiesa" ma chi vi opera non può "contentarsi solo della prestazione tecnica o di risolvere problemi e difficoltà materiali. L’aiuto che offre non deve mai ridursi a gesto filantropico, ma deve essere tangibile espressione dell’amore evangelico". E’ l’esortazione che Benedetto XVI ha rivolto oggi ai partecipanti alla 27° Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio "Cor Unum", riunita dal 28 febbraio al 1° marzo a Roma, sotto la guida del presidente, il card. Paul Joseph Cordes. Il Papa ha espresso riconoscenza ai tanti cristiani che lavorano, a diverso titolo, in ambito caritativo, considerato "terreno privilegiato di incontro anche con persone che ancora non conoscono Cristo o lo conoscono solo parzialmente". E ha ribadito l’importanza della "formazione del cuore", ossia la formazione "intima e spirituale che, dall’incontro con Cristo, fa scaturire quella sensibilità d’animo che sola permette di conoscere fino in fondo e soddisfare le attese e i bisogni dell’uomo". "Nei momenti di sofferenza e di dolore ha precisato – è questo l’approccio necessario". "Chi poi presta la sua opera a favore dell’uomo in organismi parrocchiali, diocesani e internazionali la compie a nome della Chiesa ha precisato – ed è chiamato a lasciar trasparire nella sua attività un’autentica esperienza di Chiesa". (segue)