"Io che ho perduto una figlia prosegue la teologa, alla quale alcuni anni fa è morta improvvisamente l’unica figlia di 18 anni – posso dire a questa mamma che l’unica certezza che portiamo nel cuore è che con la morte non finisce tutto; la morte, anche se in un caso come questo appare ancora più ingiusta e crudele, non ha l’ultima parola perché i nostri figli sono nella luce. Una certezza che pur non togliendo il dolore, perché la ferita continua a sanguinare, dà serenità e permette di intravedere la verità che sta oltre la soglia della morte". Per Siviglia "occorre chiedere a Dio che questo dolore si trasformi, trasfigurandosi in amore per altri che sono lontani, che peccano, che soffrono L’unica operazione possibile è la trasfigurazione del dolore in amore che si dona".