Un "pool" di emittenti radiofoniche unisce le forze per trasmettere quotidianamente informazione sull’Ue, le istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, le politiche comuni, l’azione della Bce. E per affrontare temi sovranazionali fra cui il lavoro, la cultura, lo sviluppo regionale. Sono le premesse dalle quali prenderanno avvio da aprile le trasmissioni coordinate di 16 stazioni di 13 paesi riunite in un consorzio, oltre a 7 stazioni associate che "potranno coprodurre e trasmettere simultaneamente, giorno dopo giorno, programmi dedicati all’attualità e alla società europea". Il consorzio radiofonico trasmetterà notiziari, interviste, rubriche di approfondimento ed eventi in diretta. "In un primo tempo spiegano gli uffici della vicepresidente della Commissione Margot Wallstrom – verranno utilizzate 10 lingue" dei paesi in cui operano le radio: bulgaro, francese, greco, inglese, polacco, portoghese, rumeno, spagnolo, tedesco e ungherese. L’intento è di giungere "gradualmente a tutte le 23 lingue" Ue. Tra le emittenti coinvolte: "Deutsche Welle", "Radio Polskie", "Radio France Internationale", la spagnola "Punto Radio", "Radio Netherlands", "Radio Slovenia". L’Ue sosterrà l’iniziativa con un apporto finanziario di 5,8 milioni di euro l’anno per 5 anni.