Lasciare fuori dai programmi politici per le prossime elezioni i valori "non negoziabili" rivela "una visione miope della società, dello Stato e dei problemi" in gioco. E’ quanto scrive Giorgio Zucchelli, presidente ella Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), nell’editoriale dell’ultimo numero del settimanale della diocesi di Crema, "Il Nuovo Torrazzo". "L’idea che questi valori debbano essere lasciati alla libertà di coscienza di ciascuno e fuori dai programmi dei partiti scrive Zucchelli – è una visione miope della società, dello Stato e dei problemi stessi", perché "tutte le questioni connesse alla persona, ai processi del nascere e alla famiglia hanno una notevole rilevanza sociale e strategica". Del resto, "il primo compito dello Stato è la difesa e la promozione della persona", come stabilisce la Costituzione. "Le tremende possibilità della scienza in ordine alla manipolazione della natura (dal granoturco all’uomo), il dovere di rispettare la vita di ogni essere umano, l’impegno alla difesa della famiglia o alla libertà di educazione, hanno risvolti sociali e anche economici determinanti", ammonisce Zucchelli, secondo il quale per affrontare "le grandi questioni del futuro" servono proposte, progetti, strategie socio-politiche, anche economiche".