IMMIGRAZIONE E DIALOGO: PISAI, "TUTTI I SIMBOLI RELIGIOSI MERITANO RISPETTO"

La Carta dei valori della cittadinanza e dell’immigrazione può costituire “un utile strumento di generale orientamento sulle tematiche connesse ai percorsi di integrazione ed inclusione sociale e, come tale, idoneo a favorire l’armonica convivenza delle comunità immigrate e religiose nella società italiana”. Lo ha detto Carlo Cardia, presidente del Consiglio scientifico che ha redatto la Carta approvata dal Ministero degli Interni, nel corso di una conferenza tenutasi oggi al Pontificio Istituto di Studi Arabi. Dopo aver ricordato che l’Italia è stato il primo Paese europeo dopo la Francia a realizzare una Carta dei valori organica, il relatore ha affermato che tutti i simboli religiosi “meritano rispetto, fermo restando la tradizione religiosa e culturale italiana, e nessuno può ritenersi offeso dai simboli e dai segni religiosi diversi dalla sua”. “Segni e simboli – ha spiegato – sono segni di dialogo”. Il primo messaggio che arriva dal documento è quello dell’Italia come un Paese che “non cancella la propria identità e non chiede agli altri di farlo”, ha poi aggiunto Cardia: “non vogliamo una altalena dei diritti ma che tutti siano considerate persone”. Per quanto riguarda l’Islam – ha informato il relatore – “abbiamo cercato una unità nella galassia del mondo musulmano attraverso una unica organizzazione, ma senza alcun risultato finora”.