"In una società complessa, fortemente influenzata dalle dinamiche della produttività e dalle esigenze dell’economia, le persone fragili e le famiglie più povere rischiano, nei momenti di difficoltà economica o di malattia, di essere travolte", e "sempre più si trovano nelle grandi città persone anziane e sole, anche nei momenti di malattia grave e in prossimità della morte". In situazioni simili, "le spinte eutanasiche diventano pressanti, soprattutto quando si insinui una visione utilitaristica nei confronti della persona". E’ l’analisi del Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti al Congresso della Pontificia Accademia per la Vita ha ribadito, ancora una volta, "la ferma e costante condanna etica di ogni forma di eutanasia diretta, secondo il plurisecolare insegnamento della Chiesa". "La misura dell’umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente", ha affermato il Papa citando la sua ultima enciclica, "Spe salvi", e ha aggiunto: "Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana". (segue)