CALABRIA

È il consiglio giusto?

Per i giovani proposto un organismo regionale consultivo

“Creare una nuova e innovativa sinergia tra la politica regionale e i giovani calabresi facendoli partecipare direttamente alle scelte che li riguardano perché possano diventare effettivamente attori protagonisti del loro futuro”: è quanto propone un progetto di legge regionale, composto da cinque articoli, che istituisce il Consiglio regionale dei giovani calabresi. Questo consiglio si avvarrà, per promuovere e realizzare le proprie attività, dell’utilizzo di fondi pubblici comunitari, statali e regionali. Sarà composto da giovani di età inferiore ai 30 anni.Giudizio negativo. “Nessuno può dubitare – dice Antonino Spadaro, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Reggio Calabria – delle necessità di vere politiche giovanili, soprattutto sociali e segnatamente di sostegno alla disoccupazione. La proposta che viene ora sottoposta alla nostra attenzione sembra essere invece espressione di una politica caratterizzata da provvedimenti spesso non efficaci e incisivi”.”Bisognerebbe piuttosto combattere la piaga endemica della disoccupazione giovanile, attraverso la promozione delle capacità dei migliori giovani della nostra Regione – aggiunge il docente – sostenendo la formazione, quella vera, e l’imprenditoria giovanile, con incentivi selettivi, mirati e oculati a favore di tutte le iniziative culturali, universitarie, economiche, che aiutino davvero i giovani calabresi a produrre beni e servizi. Fortunatamente nello Statuto nulla si dice di un simile organo meramente consultivo. Inoltre potremmo anche pensare – perché no? – anche ad un Consiglio degli anziani, a un Consiglio dei disabili, e così via, disperdendo energie e risorse attraverso l’istituzione di organi autoreferenziali”.”La classe politica regionale – aggiunge Spadaro – dovrebbe invece sentrisi chiamata a risolvere i problemi concreti della Calabria e il Consiglio regionale già dispone degli strumenti per consultare i diversi soggetti interessati alle politiche regionali. Forse ci sono altri modi più utili e produttivi di spendere mezzo miliardo delle vecchie lire”.Proposta innovativa. Di diverso avviso è il responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Catanzaro-Squillace, frà Franco Lio, secondo il quale la proposta di legge dell’istituzione del Consiglio regionale dei giovani si propone di “colmare le fratture che si sono interposte nel tempo tra i giovani e i progetti politici, aiutandoli a vivere da cittadini attivi e responsabili sperimentando la gioia e la fatica dell’impegno civile e politico per dare un nuovo volto alla Calabria. Tantissimi giovani non sono disposti ad abdicare il diritto della cittadinanza attiva e non sono disposti a rilasciare deleghe in bianco”.Questa proposta, aggiunge, rappresenta “in assoluto una notevole novità culturale che qualora fosse approvata costituirebbe un tassello fondamentale affinché i giovani non rimangano solo un argomento di cui parlare o scrivere, ma una grande risorsa da valorizzare”. Frà Lio auspica che tale interesse “non sia posto in essere per strumentalizzare i giovani ma sia un’occasione per seminare il valore della comunione e della corresponsabilità, capace di valorizzare tutte le realtà aggregative giovanili presenti sul territorio”.Necessaria una politica seria. “Si riuscirà veramente a fare interagire le migliori esperienze giovanili o sarà una nuova occasione di accaparramento di posizioni privilegiate per gratificare pochi eletti? Riusciranno i giovani a superare le logiche degli adulti calabresi e non solo, a ben guardare quanto accade nel resto d’Italia?”: è quanto si chiede Silvana Pollichieni, insegnante al Liceo classico di Locri.Le “strumentalizzazioni” che dei giovani di Locri si continuano a fare “mi fanno temere – aggiunge – nuovi contentini per mantenere promesse fatte a caldo. Per questo mi auguro una scelta di persone responsabili che siano portavoce di problemi comuni e non di desiderata personali, persone animate da quello spirito di servizio, forse, poco testimoniato dai politici adulti, per essere uno stimolo, un pungolo per ricordare la spontanea e sana rivoluzione dei giovani di Locri. Non tutti i problemi dei giovani in Calabria – conclude Pollichieni – sono causati dalla presenza della ‘ndrangheta: una politica seria darebbe qualche risposta ai giovani, aiutandoli così a non lasciare la propria terra o almeno a rientrare”.a cura di Raffaele Iaria(05 maggio 2006)