KOSOVO: MONS. SUDAR (SARAJEVO), "GRANDE PRUDENZA" DA PARTE DELLE CHIESE

"Qui le cose gravi – come la dichiarazione di indipendenza del Kosovo – si riflettono su tutte le realtà, compresa quella ecumenica o quella interreligiosa". E’ il commento di mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, alla difficile e complessa realtà dei Balcani, e in particolare della Bosnia Erzegovina, all’indomani dell’indipendenza del Kosovo e dei disordini che ne sono seguiti. "Le Chiese e le comunità religiose – fa notare il presule ai microfoni di Radio Vaticana – hanno finora dimostrato una grande prudenza: non ho letto, infatti, alcuna dichiarazione che appoggi o che neghi l’indipendenza". A proposito dell’assetto dei Balcani, Sudar osserva: "Nonostante l’indipendenza sia stata già da tempo annunciata e quindi aspettata, si teme per le conseguenze. Questo viene sentito sia dalla Chiesa, sia dai popoli della Bosnia Erzegovina, poiché potrebbe aggravare una ormai già da tempo difficile situazione politica". In particolare il riferimento è alla Repubblica Srpska di Bosnia, il cui parlamento ha votato una Risoluzione che esprime il diritto a proclamare l’indipendenza: "Per quanto risulta a noi – dichiara il vescovo – è stata fatta una dichiarazione in cui prima di tutto si dice che non accettano e non accetteranno mai l’indipendenza del Kosovo, poiché questa indipendenza nega i diritti fondamentali del popolo serbo, di cui si sentono parte".