L’occupazione continua a crescere nell’Ue, nonostante il rallentamento del trend economico. Alcune riforme realizzate a livello nazionale e i programmi comunitari "cominciano a dare i loro frutti", anche se rimangono diversi problemi, fra cui le differenze fra Stato e Stato e l’insufficiente preparazione scolastica e professionale. Sarà presentata venerdì 29 febbraio la Relazione comune sull’occupazione nell’Ue, ma il commissario Vladimir Spidla ne anticipa alcune acquisizioni. "Nell’ultimo biennio sono stati creati quasi 6,5 milioni di posti di lavoro e per il 2009 ne sono previsti altri 5 milioni". Nel corso di quest’anno la disoccupazione "dovrebbe scendere sotto il 7%, il livello più basso registrato a partire dalla metà degli anni ’80". Ma la Relazione che esamina l’attuazione dei programmi nazionali di riforma del mercato del lavoro "segnala vari aspetti che destano preoccupazione": fra di essi, la disoccupazione giovanile e "il sottoinvestimento nell’istruzione e nella formazione". "La disoccupazione strutturale si è ridotta di un terzo a partire dal 2004 aggiunge Spidla – e il tasso di occupazione nell’Unione si situa al 66%, molto vicino al nostro obiettivo complessivo del 70%". (segue)