Favorire l’integrazione degli immigrati ortodossi in Italia e continuare a sviluppare relazioni fraterne con la chiesa cattolica. Queste le due principali linee di azioni che stanno a cuore a mons. Silouane, in attesa ovviamente che il 7 marzo il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Romania confermi la sua candidatura. "Penso dice – che la prima preoccupazione sia quella di vivere la nostra fede cristiana in modo da non essere motivo di vergogna per gli altri cristiani. Siamo venuti su un terra italiana che è piena di santi e ricca di una tradizione cristiana antica che anche noi veneriamo. E davanti a questa realtà, ci sentiamo obbligati di vivere la nostra fede alla stessa altezza. Ci dobbiamo allora impegnare tutti sacerdoti e fedeli perché ciò sia davvero così anche se purtroppo non è sempre così". "Ci sono delle pecore smarrite aggiunge il vescovo – che devono essere ritrovate e tanti che arrivano e non hanno alcun punto di riferimento". L’altro pensiero va alle relazioni con la Chiesa cattolica. "Dopo tre anni di vita in Italia, devo dire che mi ha sorpreso l’accoglienza che abbiamo avuto da parte della Chiesa cattolica e dei vescovi cattolici nelle diocesi in cui si trovano le nostre comunità. E’ stata straordinaria ed ha mostrato una tale apertura e disponibilità che in qualche modo ci obbliga a sviluppare ulteriormente relazioni fraterne e personali".