KOSOVO: DISORDINI BELGRADO. UNGARO (ESPERTO), "CONSEGUENZA DI UN CLIMA ACCESO"

"La grande manifestazione che ha visto migliaia di persone marciare nelle strade di Belgrado per protestare contro l’indipendenza del Kosovo offre una doppia chiave di lettura: «ad intra» e «ad extra» della Serbia". Ne è convinto Mauro Ungaro, direttore del settimanale della diocesi di Gorizia (Voce Isontina) ed esperto in politica balcanica, che commenta al SIR quanto accaduto ieri sera nella capitale serba in coda al raduno di protesta promosso dalle autorità contro la secessione del Kosovo. Sono state assediate l’ambasciata statunitense e altre sedi diplomatiche occidentali. Il corteo è degenerato in guerriglia urbana, con un morto e decine di feriti e contusi. La manifestazione, spiega Ungaro, è stata "innanzitutto un’iniziativa «ad intra». Il premier Kostunica aveva bisogno di riaccreditarsi sulla piazza e lo ha fatto – come era facilmente prevedibile – facendo presa sull’orgoglio nazionalistico del popolo serbo contro l’Europa matrigna e il tradimento degli Stati Uniti. La vittoria, solo tre settimane fa di Boris Tadic sul leader ultranazionalista Tomislav Nikolic (da Kostunica apertamente appoggiato in campagna elettorale) aveva fatto paventare una crisi di governo, mentre qualcuno già invocava le dimissioni del premier". (segue)