L’economia frena e l’inflazione cresce in Europa. La conferma ufficiale, dopo diversi segnali parziali, viene dalla Commissione Ue con le "Previsioni intermedie" rese note dal commissario spagnolo Joaquín Almunia. "La crescita dovrebbe ricadere al 2% nell’Ue27 e all’1,8% nell’area euro" nel corso di quest’anno, ossia 0,4 punti in meno rispetto ai dati d’autunno. Almunia chiarisce che da ottobre a oggi si sono "materializzati" alcuni fattori fino ad allora percepiti solo come rischi: "la crisi prolungata dei mercati finanziari, il marcato rallentamento negli Stati Uniti, gli elevati prezzi delle materie prime". Da qui, la crescita dell’inflazione, legata "ai prezzi in salita di derrate alimentari ed energia", che si dovrebbe posizionare al 2,9% di media nell’Ue27 e al 2,6 nei quindici paesi che adottano la moneta unica. "L’Europa comincia a risentire gli effetti dei venti contrari a livello mondiale chiarisce Almunia -. Tuttavia i suoi solidi fondamentali l’aiutano ad attraversare la tempesta". La ricetta fornita dall’Esecutivo è sempre la stessa: "Proseguire le riforme strutturali, controllare i bilanci statali" mediante la spesa pubblica, seguire "linee macroeconomiche sane". (segue)