MALATI INGUARIBILI: CONGRESSO VATICANO, QUALE CONFORTO NELLE ULTIME ORE DI VITA?

“Ci interrogheremo su come dare conforto nelle ultime ore di vita di un paziente, tenendo conto dei valori tradizionali di rispetto e tutela della vita da un lato e dall’altro dell’universo di dolore in cui si trova lo stesso morente e con lui i familiari che lo assistono”: lo ha detto Ben Zylick, direttore sanitario di un complesso di “hospice” nell’East Youkshire, in Inghilterra, che sarà relatore al congresso internazionale che si aprirà in Vaticano lunedì sul tema “Accanto al malato inguaribile e al morente: orientamenti etici ed operativi”. Secondo Zylick, intervenuto questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del congresso, “spesso di fronte a malati in fase terminale non ci sono soluzioni tipo bianco-nero, cioè se sia meglio questo o quel tipo di approccio medico e assistenziale. Occorre quindi che i medici, sentiti anche i familiari o lo stesso malato, elaborino la miglior proposta terapeutico-assistenziale, contribuendo così a far crescere quella consapevolezza che la morte fa parte naturalmente della vita e va affrontata, pur nella sua drammaticità, con la maggiore serenità possibile”. Il prof. Gian Luigi Gigli, neurologo degli ospedali di Udine, ha riferito sullo sviluppo degli studi del prof. Jamanaka, di Kyoto, che ha scoperto il sistema di far derivare da staminali adulte, delle cellule totipotenti del tipo delle staminali embrionali. “Il loro utilizzo futuro su cui si sta lavorando in oltre 70 protocolli – ha aggiunto – permetterà di ottenere risultati si spera molto promettenti, senza dover utilizzare embrioni umani”.