MALATI INGUARIBILI: CONGRESSO IN VATICANO, LA COSCIENZA DEL MEDICO E QUELLA DEL PAZIENTE

“Tra l’eccesso terapeutico e l’abbandono del paziente c’è un’ampia area di azione e di intervento medico al cui interno, nel rapporto tra quest’ultimo e il malato oggetto delle cure, si può giungere alla scelta dei mezzi terapeutici più adeguati”: lo ha detto mons. Maurizio Calipari, teologo moralista e relatore al congresso internazionale “Accanto al malato inguaribile e al morente”che si aprirà lunedì in Vaticano, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa di presentazione dell’incontro di studio accanto a mons. Sgreccia e ad altri relatori. “Tra i criteri da tenere presenti – ha aggiunto Calipari – ci sono quello della ‘proporzionalità medica’ delle cure, la valutazione che ne dà lo stesso paziente a livello soggettivo e la sintesi di tipo etico che ne deriva sulla cui base si procede nel somministrare le stesse cure nella misura adeguata e necessaria”. Mons. Calipari ha aggiunto che “il rapporto tra medico e paziente non può prevedere che una delle due coscienze prevarichi sull’altra. Se una soluzione appare sproporzionata o comunque eccessiva, allora quel mezzo terapeutico potrà essere considerato illecito”, ha concluso.