“La sfida è tutelare l’identità cristiana dei Luoghi Santi che si stanno svuotando”. E’ questo l’orizzonte in cui il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, ha collocato il compito dei cristiani d’Oriente ai quali la comunità di S.Egidio ha dedicato oggi un seminario di studio. “La comunità cristiana in Terra Santa – ha spiegato il Custode – soffre di sindrome dell’assedio. Ha una paura fondata per il suo futuro ma forse eccessiva. Per superarla è urgente riscoprire la vocazione ad essere cristiani in Terra Santa”. Uno degli strumenti da usare è il dialogo a vari livelli: “con l’Islam il dialogo tocca la vita di tutti i giorni perché viviamo insieme e va avanti piuttosto bene. Si dialoga negli ospedali, nelle scuole. I problemi sono con le cellule fuori controllo di fondamentalisti. Con le altre chiese i rapporti sono cordiali”. Per il Custode è da implementare il dialogo con Israele: “da un punto di vista culturale Israele è pronto al dialogo, la chiesa meno. Basti pensare che i sacerdoti che parlano l’ebraico si contano sulle dita di una mano”.