BENEDETTO XVI: UDIENZA, L’"UNITÀ DELLA CHIESA", LE OMELIE E LA FEDE "RACCONTATA AI SEMPLICI"

L’importanza di "portare il messaggio cristiano ai semplici" è stata "l’intenzione più profonda che ha guidato tutta la sua vita". A sottolinearlo, a proposito di Sant’Agostino, è stato oggi il Papa. Lo spunto: il "De doctrina christiana", definita da Benedetto XVI "un’introduzione culturale all’interpretazione della Bibbia e allo stesso cristianesimo", che ha avuto "un’importanza decisiva nella cultura occidentale". Agostino, secondo il Papa, era convinto che fosse "più utile per lui comunicare la fede in modo comprensibile a tutti, piuttosto che scrivere grandi opere teologiche". Oltre a sentire la "responsabilità della divulgazione del messaggio cristiano", Agostino per il Pontefice "ha lottato tuta la sua vita" contro le tendenze scismatiche della chiesa africana, perché "solo nell’unità della Chiesa si realizza la nostra relazione con Dio e con tutti". Un capitolo a parte meritano le omelie di Sant’Agostino: quasi 600 quelle giunte fino a noi, ma "forse tre o quattromila"quelle realmente pronunciate a braccio, e subito dopo trascritte. "Subito – le parole del Papa – le prediche del vescovo di Ippona diventavano testi molto ricercati e servivano come modelli adattati a sempre nuovi contesti": di qui la "vitalità" delle omelie agostiniane, simbolo della "permanente vitalità della fede per la quale Agostino ha dato tutta la sua vita".