MARIA GORETTI: L’URNA DELLA SANTA NEL CARCERE DI NOTO. APPELLO DEL VESCOVO

E’ possibile "guardare in faccia il male commesso" e intraprendere la via del pentimento. E’ l’appello lanciato da mons. Mariano Crociata, vescovo di Noto, nell’omelia della messa celebrata questa mattina nella cappella del carcere di Noto dove è giunta l’urna contenente i resti mortali di Maria Goretti. In questo carcere, nella ex cella n. 45, il 10 novembre 1910 si è pentito Alessandro Serenelli, il giovane diciottenne che si era innamorato di Maria Goretti e che nel 1902 la uccise a coltellate dopo aver tentato di violentarla. Dal carcere di Noto, dinanzi all’urna della Santa bambina, mons. Mariano Crociata rivolge un pensiero per chi "ha commesso gravi errori e ha compiuto malvagità estreme: è possibile intraprendere la via del ritorno, è possibile rientrare in se stessi per farsi attenti alla voce della coscienza, alla voce del Vangelo, alla voce di Dio, alla nostalgia, incancellabile dal nostro cuore, di una umanità pacificata, giusta e fraterna". "Non dobbiamo aver paura di guardare in faccia il male commesso – ha detto il vescovo -, anche se dobbiamo stare attenti a non guardarlo da soli, perché possiamo venirne pietrificati e annientati; guardiamolo invece nella luce di Dio e della sua misericordia. Non ci vogliono requisiti particolari per trovare la vera vita: è una via adatta a tutti, anzi più adatta ai piccoli, ai poveri in spirito, alle persone dal cuore semplice e retto".