Per il patriarca di Venezia "lo Stato deve rinunciare in linea di massima a farsi attore propositivo diretto di progetti scolastici per lasciare questo compito alla società civile"; è’ invece suo compito "garantire, attraverso opportune forme di accreditamento, le condizioni oggettive di rispetto della Costituzione, soprattutto l’equità nel diritto all’accesso e alla riuscita, e la qualità delle proposte formulate". È necessario, nello stesso tempo, "affermare che le scuole libere, promosse da liberi attori in forza del principio di sussidiarietà, dovranno attuare anche il principio di solidarietà per garantire l’effettivo e qualificato accesso di tutti soprattutto all’istruzione gratuita obbligatoria. E gli organi statali saranno chiamati, attraverso il processo di accreditamento, a rigorose verifiche". Secondo il card. Scola, "la proposta di un sistema scolastico che renda possibile nei fatti la coesistenza di questi due modelli, lungi dall’essere un campo di battaglia nel quale opporsi accanitamente, può diventare un’occasione preziosa per un lavoro comune da parte dei diversi soggetti", proprio "a partire dal riconoscimento del protagonismo della società civile e del ruolo necessario dello Stato". (segue)