PRIMARIE USA: NOTA SIR

Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.

Si avvicina il tempo delle scelte nella campagna elettorale presidenziale americana. Le elezioni primarie sono ormai ad una svolta: in campo repubblicano John McCain si sta avvicinando alla soglia della nomination sull’unico competitore Mike Huckabee. Non dovrebbe avere problemi alla convention del partito, dal 1 al 4 settembre 2008, a Minneapolis-St.Paul. Sul fronte democratico sembra che si siano invertite le parti e Barack Obama guarda al 4 marzo, quando si voterà in Texas e Ohio, come il punto di svolta per potere definitivamente superare Hillary Rodham Clinton, partita come favorita. Resta l’incognita se la competizione resterà fino alla Convention democratica, che si terrà a Denver, in Colorado, dal 25 al 28 agosto, oppure se il partito si presenterà unito a quell’appuntamento così significativo dal punto di vista della comunicazione. Comunque è già chiaro che, contrariamente alla tradizione, che privilegia per la "nomination" chi ha un’esperienza come governatore, il 4 novembre si affronteranno due senatori. In caso di affermazione di Obama si profilerebbe una competizione tra un candidato nato nel 1936 con un competitore nato quasi venticinque anni dopo, il 4 agosto 1961. E’ lo spazio convenzionale di una generazione. Anzi, qualcosa in più, dato il calendario accelerato degli ultimi decenni. Clinton, nata nel 1947, occupa una posizione baricentrica. Il dato anagrafico di per sé non deve essere eccessivamente enfatizzato, ma è interessante notare come, in attesa dell’eliminazione di uno dei competitori, la campagna elettorale mobiliti tutte le fasce di età. Per non parlare dei fatti nuovi e non poco enfatizzati in questi mesi rappresentati da un candidato di colore e da una donna, l’uno e l’altra con concrete possibilità, come si è visto, di nomination e successivamente di vittoria. Bush sta cercando di chiudere la sua presidenza con un successo in Medio Oriente, ma è evidente che anche la candidatura repubblicana accredita una certa soluzione di continuità rispetto all’attuale inquilino della Casa Bianca. Proprio questa trasversale ricerca di una nuova e realistica proposta è l’elemento più significativo della campagna. In realtà una delle caratteristiche della grande maratona presidenziale è proprio quella di essere l’elemento più rilevante di socializzazione politica presente negli Stati Uniti. E i numeri di queste primarie, come anche quelli delle precedenti elezioni presidenziali, dicono di una crescita della partecipazione. Ma non basta. La corsa presidenziale americana è diventata anche uno degli elementi più significativi di una socializzazione politica "globalizzata". Anche quando, come in questi mesi, i temi della campagna elettorale sono concentrati sulle questioni "domestiche", gli Stati Uniti rappresentano il cruciale riferimento per la governance mondiale, alla ricerca, oggi, di nuovi, credibili orizzonti.