Un invito a "proteggere le basse entrate delle famiglie e dei lavoratori dal collasso finanziario". A rivolgerlo è stato mons. Celestino Migliore, osservatore della Santa Sede all’Onu, intervenuto nei giorni scorsi alla 46a sessione dell’Ecosoc a New York. "La mancanza di piena occupazione e di un lavoro decente, con la consegnate povertà e disintegrazione sociale offende la dignità umana", ha esordito l’esponente vaticano, facendo notare che "i cicli periodici di accelerazione della crescita e creazione di lavoro da una parte, e di recessione e mancanza di lavoro dall’altra, disturbano le relazioni e mi meccanismi finanziari e commerciali". Di qui la necessità di "stimolare l’economia ad assicurare un aiuto economico concreto" alle famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, non solo "per una questione di giustizia e di solidarietà", ma anche "come misura finanziaria per stimolare le economie nazionali ed il commercio internazionale". Tutto ciò, ha puntualizzato però mons. Migliore, facendo sì che "le effettive misure prese non esacerbino la situazione nei paesi in via di sviluppo". Prevedere "una piattaforma per i poveri" deve essere, infatti, per la Santa Sede una "priorità nelle coscienze e le scelte prese dai leader finanziari", perché la "tenuta morale" di una società si misura sulla capacità di "rispondere ai membri più deboli".