Rifiuti: la situazione in Campania
Il Commissariato straordinario. Il Consiglio dei Ministri, il 1° giugno, ha emanato una nuova proroga per il Commissario straordinario dei rifiuti in Campania fino al 31 gennaio 2007. La prima dichiarazione dello stato di emergenza in Campania risale al 1994. La struttura commissariale, anche grazie al supporto del Dipartimento della Protezione civile, ha provveduto alla stesura dell’Adeguamento del piano regionale dei rifiuti della Campania, approvato nel 1997. Tale Adeguamento è stato approvato il 10 marzo 2006.Le difficoltà. Per la realizzazione del Piano sono stati realizzati sette impianti per la selezione della frazione indifferenziata e sono stati avviati i lavori per la realizzazione dei termovalorizzatori di Acerra e S. Maria La Fossa, ma il sistema di trattamento e lo smaltimento della frazione indifferenziata ha evidenziato difficoltà connesse alla gestione impiantistica e ritardi nella realizzazione e attivazione dei diversi impianti. Al fine di garantire la regolarità nella raccolta dei rifiuti indifferenziati si è dovuto ricorrere, a carattere assolutamente straordinario, a programmi di trasporto fuori regione. I fattori che hanno maggiormente condizionato la corretta realizzazione del Piano sono stati la difficoltà nella realizzazione impiantistica, gli insufficienti risultati nella raccolta differenziata, la difficoltà nel superare l’eccessivo frazionamento nella gestione locale del ciclo dei rifiuti, la difficoltà nella localizzazione degli impianti a supporto del ciclo.I dati. Per quanto attiene agli aspetti quantitativi, la produzione dei rifiuti nella Regione Campania ha registrato un incremento complessivo, dal 2000 al 2003, del 3,2%. La raccolta differenziata si è attestata nel 2003 all’8,2% e al 13% circa per il 2004. In particolare, nel 2003 con una popolazione di 5.799.917 il rifiuto urbano era pari a 2.681.884 tonnellate, la produzione pro capite a 468 kg e la percentuale di raccolta differenziata all’8,1%; nel 2004 su una popolazione di 5.765.539 i rifiuti urbani salgono a 2.756.081 tonnellate, con una produzione pro capite di 478 kg per abitante e una percentuale di raccolta differenziata pari al 13%. La raccolta differenziata. Per quanto riguarda la differenziata, analizzando i dati del 2004 con riferimento alle cinque province si evincono delle differenze: la provincia di Avellino raggiunge il 17,4%, quella di Benevento il 9%, quella di Caserta il 10,2%, quella di Napoli il 10%, quella di Salerno il 20,4%. In effetti, nei grandi agglomerati urbani la differenziata non raggiunge risultati apprezzabili, mentre sono numerosi i Comuni di piccole e medie dimensioni che hanno superato ormai la soglia del 35%.Gli impianti. Risultano ad oggi realizzati ed operativi sette impianti di selezione dei rifiuti indifferenziati. Gli impianti di cdr (combustibile da rifiuti) sono a Santa Maria Capua Vetere (Ce), Tufino (Na), Casalduni (Bn), Pianodardine (Av), Giugliano (Na), Caivano (Na) e Battipaglia (Sa). In Campania c’è una discarica ogni 209.351 abitanti. Sono state chiuse perché esaurite le discariche per fos e sovvalli (scarti di lavorazione dei cdr) di Settecainate (Giugliano), Parapoti (Montecorvino Pugliano), Basso dell’Olmo (Campagna). Periodicamente ci si trova di fronte ad emergenze, con montagne di rifiuti per le strade, per la chiusura di qualcuno dei cdr.Gli Ato. Nell’Adeguamento del Piano sono definiti gli Ambiti territoriali ottimali (Ato), in coincidenza con il territorio provinciale. Per la provincia di Napoli sono stati definiti tre distinti sub-Ato. In ciascun Ato deve essere raggiunta la percentuale del 35% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2007. Oltre ai termovalorizzatori di Acerra e Santa Maria La Fossa, dovrà essere individuata l’area dove costruirne un terzo (nel salernitano). Dopo la rescissione del contratto con la Fibe stipulato nel 2000 dall’allora Commissario straordinario Antonio Bassolino, il Commissariato straordinario ai rifiuti ha bandito un nuovo appalto per l’individuazione dei nuovi affidatari del servizio di smaltimento dei rifiuti. Intanto, il 28 aprile, la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge regionale in materia di gestione, trasformazione e riutilizzo dei rifiuti che sarà poi trasmesso al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.a cura di Gigliola Alfaro(23 giugno 2006)