"Assicurare a tutti, senza discriminazioni etniche, l’accesso alle cure mediche". Questo, spiega Jérome Larché, medico della missione Medici del mondo (Mdm) in Kenya, l’obiettivo della missione d’urgenza lanciata nella Rift Valley per raggiungere e assistere gli sfollati ancora ai margini degli aiuti umanitari. "Lavoreremo insieme con la Kenyan medical association e con la Croce rossa Kenya prosegue l’operatore anche per riannodare il legame tra i profughi e i centri sanitari nazionali. La presenza sul territorio delle nostre squadre consentirà inoltre di rendere conto delle eventuali violenze di cui potrebbero essere vittime le popolazioni locali". Secondo Mdm le violenze postelettorali hanno causato circa 600mila sfollati, radunati in 296 campi e siti. La maggior parte di essi è concentrata intorno ai commissariati, alle chiese e alle scuole dove vengono assicurati cure e sostegno, ma alcuni sono ancora in zone isolate e prive di accesso all’assistenza. Mdm si occupa, in particolare, di 4.500 sfollati a Solai, Ol Banata e Bahati, nei dintorni di Nakuru a 150 km da Nairobi. "Per lo più donne e bambini prosegue Larché , esposti a patologie respiratorie, diarroiche, paludismo e stress post-traumatico". Di qui l’importanza di "cure di base ma anche di sostegno psicologico".” ” ” “