MILITARE UCCISO AFGHANISTAN: PELVI (ORD. MILITARE), "ESSERE DEGNI DELLA SUA EREDITÀ" (2)

"Bisogna fronteggiare con tutto il coraggio e la determinazione di cui siamo capaci, come uomini e come cristiani, questi momenti di sofferenza – dichiara l’arcivescovo – Giovanni era a servizio della persona e lavorava per la democrazia, per il bene del popolo afgano. Era un giovane che apparteneva alla sua famiglia (Pezzullo era sposato e aveva una figlia, ndr.) ma anche alla sua Patria che ora non deve dimenticare e deve essere vicina alla famiglia. Non dobbiamo lasciare soli i nostri soldati che compiono una nobile missione.". "Il disprezzo della vita umana non porta lontano. Non dobbiamo cedere al sentimento immediato di rabbia verso gli uccisori – prosegue mons. Pelvi – non possiamo odiare. Lo sforzo è quello di far capire a chi uccide che lo sforzo dell’Italia è orientato a promuovere la convivenza umana e la dignità di ogni popolo. I nostri militari puntano ad ideali alti e concreti. Dobbiamo essere degni della grande eredità che Giovanni ci lascia. Quanto accaduto non può sopprimere la speranza". (dnr)