AMBIENTE: MESSAGGIO CEI, RIPENSARE LA "SOCIETÀ DI CONSUMI" (2)

Per "un profondo rinnovamento delle nostre forme di consumo", secondo la Cei "occorre un nuovo stile di sobrietà, capace di conciliare una buona qualità della vita con la riduzione del consumo di ambiente, assicurando così un’esistenza dignitosa anche ai più poveri e alle generazioni future". Solo "adottando uno stile di vita sobrio", come ha esortato a fare il Papa nell’ultima Epifania, "sarà possibile instaurare un ordine giusto e sostenibile". Si apre qui, secondo la Chiesa italiana, "uno spazio importante per l’impegno delle comunità ecclesiali: la dimensione educativa, che da sempre caratterizza la loro azione, oggi deve esprimersi anche nella capacità di formare a comportamenti sostenibili". Si tratta, in particolare, "di ridurre quei consumi che non sono realmente necessari e di imparare a soddisfare in modo ragionevole i bisogni essenziali della vita individuale e sociale", valorizzando "in forme nuove quella tradizione di essenzialità che caratterizza tante comunità religiose". Di qui la necessità di una "conversione ecologica", che per la Cei consiste nel "promuovere un’attenzione per tutti quegli accorgimenti per la riduzione dell’impatto ambientale messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnica, in campi quali la mobilità, il riscaldamento e l’illuminazione", e nella "valorizzazione di fonti energetiche rinnovabili e pulite".