ABORTO A NAPOLI: DI PIETRO (SCIENZA E VITA), "RIDARE DIGNITÀ ALLA DIAGNOSI PRENATALE" (2)

In altre parole, spiega Di Pietro, la diagnosi prenatale è stata "disattesa", perché "è mancata alla donna un’informazione adeguata sul caso in esame". La sindrome di Klinefelter, ricorda infatti l’esperta, che si presenta con 47 cromosomi XXY, "come conseguenza ha, in età adulta, circa nel 93% dei casi la sola sterilità, mentre il paventato ritardo mentale si presenta in casi molto rari e coinvolgerebbe soprattutto la capacità verbale e di lettura, sulle quali si può facilmente intervenire con pratiche riabilitative adeguate". Di qui l’importanza del ruolo del medico, cui spetta di dire "alla donna e alla coppia la verità scientifica nella sua interezza, ma all’interno di una verità più grande, che riguarda un essere umano chiamato all’esistenza". Nella stessa legge 194, ricorda Di Pietro, ci sono parti relative alla prevenzione dell’aborto che spesso non vengono applicate. "Sicuramente – spiega a questo proposito – un adeguato counselling pre e post-diagnostico rappresenta una forma di prevenzione dell’aborto, se è condotto bene e se si danno alla coppia tutte le informazioni e gli appoggi possibili per decidere in serenità". Di qui la necessità di "ridare la sua dignità alla diagnosi prenatale", anche potenziando l’opera dei consultori previsti dalla legge. (segue)