CAMPANIA

Lavorare in sinergia

Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione

Il Consiglio regionale della Campania, il 29 giugno scorso, ha approvato all’unanimità la proposta di legge che istituisce il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, al fine di assicurare la piena attuazione dei diritti e degli interessi riconosciuti ai minori prescindendo dal requisito della cittadinanza. Il Garante, eletto dal Consiglio regionale, tra l’altro, promuove la diffusione della cultura per l’infanzia e l’adolescenza, accoglie segnalazioni in merito a violazioni dei diritti dei minori, esercita vigilanza sull’assistenza prestata ai minori ricoverati in istituti educativo assistenziali, segnala alle pubbliche amministrazioni fattori di rischio o di danno derivanti ai minori a causa di situazioni ambientali carenti, collabora alla raccolta e alla elaborazione di tutti i dati relativi all’infanzia, vigila, in collaborazione con il Comitato Regione per le Comunicazioni della Campania, sulla programmazione televisiva.Lavorare in rete. “Il Garante dovrebbe essere espressione di una consulta permanente di enti e associazioni, che nel loro specifico impegno hanno come obiettivo lo studio della famiglia e, di conseguenza, il benessere dei minori e la loro tutela”. Questa è la proposta di Paolo Gravante, responsabile del Forum delle associazioni familiari della Campania. Tra le emergenze, per il presidente regionale del Forum, quella dell’evasione scolastica. “Si tratta di un problema molto diffuso in Campania, che le sole istituzioni scolastiche non riescono a risolvere”. Soprattutto in zone dove il problema assume proporzioni rilevanti, “bisogna creare una rete”.Sinergia è la parola chiave anche per un’altra questione scottante come l’inserimento dei minori nel mondo del lavoro, perché spesso si tratta di lavoro in nero. “Il Garante – osserva Gravante – si dovrebbe fare promotore presso la Regione di corsi professionali mirati alla fascia di età dai 14 ai 18 anni perché sono molti quelli che dopo la terza media non vogliono frequentare le scuole tradizionali ma imparare un mestiere”. “Istituire il Garante mostra un’attenzione ai minori, ma restano aperti tanti problemi”. È l’opinione di don Francesco De Luca, incaricato di Pastorale giovanile per la Conferenza episcopale campana. Anche per il sacerdote sarebbe importante “mettere insieme le agenzie educative che si occupano del mondo adolescenziale, mentre finora operano in maniera ‘sfilacciata’. Da un coordinamento del genere sarebbero potute nascere figure di garanzia capaci di intervenire in modo più incisivo”.Un aiuto ai piccoli rom. Enzo Somma della Comunità di Sant’Egidio di Napoli pensa che il Garante possa svolgere un ruolo importante per la tutela dei diritti dei minori stranieri in Campania. “Una priorità – spiega – è garantire effettivamente, non solo sulla carta, il diritto all’istruzione dei bambini rom, ostacolato nei fatti dalla mancanza di mezzi di trasporto dai campi alla scuola o nell’essere i campi stessi sprovvisti di acqua e energia elettrica per cui i genitori preferiscono non mandare a scuola i figli sporchi”. Il Garante potrebbe, intervenire, inoltre, “anche per fornire materiale scolastico, zaini, che pure incidono sulla scelta di non mandare i figli a scuola”. Per superare queste difficoltà, Somma propone delle borse di studio che “potrebbero invogliare i genitori a mandare i figli a scuola piuttosto che a chiedere l’elemosina”.Non un frutto cattivo. Per Paolo Giannino, presidente del Tribunale dei minori di Salerno, in Campania il problema minori ha un nome: “devianza”, rispetto alla quale “per anni non è stata operata nessuna prevenzione seria”. “Occorre intervenire – precisa – sui territori, soprattutto nei quartieri di estremo degrado. Il minore non è un frutto cattivo che nasce da una buona pianta: la devianza, infatti, è presente in tutto il contesto di quartieri a rischio”. Il Garante, per Giannino, “può inserirsi nell’affermazione dei diritti dei minori concretamente violati in tali quartieri, rivolgendosi direttamente a servizi sociali e istituzioni per la promozione di una politica complessiva a loro favore”.”Occorre, inoltre, individuare – aggiunge – nuove forme di intervento che tolgano i minori dalla strada. In tal senso, il Garante può contribuire elaborando una mappatura del territorio con le zone più a rischio ed evidenziando su quali diritti negati intervenire. Deve anche chiedere l’adozione di efficaci progetti di prevenzione e di garanzia di fronte alla violazione dei diritti dei minori, non solo in campo sessuale: penso, ad esempio, ai bambini costretti a chiedere l’elemosina ai semafori o a lavare i vetri”.SCHEDAIn Campania (secondo i dati riportati sul sito www.minori.it del Ministero del lavoro e delle politiche sociali-Centro di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza) la popolazione residente tra lo 0 e i 17 anni, nel 2003, era uguale a 1.274.001 su una popolazione totale di 5.725.098. Nel 2003 i piccoli accolti in istituti per minori (che erano 28) sono stati 500. Nel 2004 sono stati 75 i minori vittime di violenze sessuali. Nel 2003 sono stati 122 gli infortuni sul lavoro di minorenni denunciati, mentre nel 2004 erano 343 i minori occupati irregolari nelle aziende ispezionate. Nel 2002 sono stati 1.662 i minori denunciati per i quali è iniziata l’azione penale e 3.802 i minori denunciati alle Procure per i minorenni.a cura di Gigliola Alfaro(10 novembre 2006)