Mons. Pennisi ribadì allora l’impegno della Chiesa di Piazza Armerina nel "fare la sua parte sia dal punto di vista della catechesi e dell’educazione morale al rispetto della legalità, sia nell’aiutare la prevenzione di questi tristi fenomeni attraverso interventi concreti in campo caritativo e sociale. Siamo quindi pronti a collaborare, attraverso la Caritas diocesana, con l’associazione antiracket e antiusura sorta a Gela". Riguardo al risentimento dei familiari di Emmanuello per non aver consentito i funerali in chiesa il vescovo fa notare di essersi "attenuto alle disposizioni dell’autorità competente, ricordando però di non aver fatto mancare la necessaria assistenza spirituale ai familiari con la celebrazione del rito nella cappella del cimitero da parte di un padre francescano". Mons. Pennisi conclude ribadendo con forza il grido: "Il Signore ci liberi dal pizzo e dalla mafia".