"Per molti motivi siamo diminuiti di numero: ma in sostanza, siamo diventati più forti. Se noi cristiani parliamo insieme, veniamo ascoltati con maggiore attenzione. E non abbiamo perso neanche il coraggio di levare con chiarezza la nostra voce cattolica, quando occorre, senza scadere nel fondamentalismo". Questo il bilancio del card. Karl Lehmann, presidente dimissionario della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), riunita da oggi in plenaria fino al 14 febbraio. All’ordine del giorno vi è l’elezione del successore, prevista verosimilmente per domani. Lehmann, intervistato dall’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, ha rievocato alcuni aspetti significativi del lungo periodo trascorso come presidente. Il cardinale ha confermato la sua disponibilità "come vescovo di Magonza" a proseguire il suo impegno per l’ecumenismo. "Sono membro della Commissione per la fede ma prenderò la parola, laddove possa dare un contributo fruttuoso, anche al di fuori della Conferenza episcopale, soprattutto per quanto concerne questioni fondamentali di natura filosofico-teologica e sociale", ha annunciato. "Questo lavoro fondamentale a livello ecumenico continua ad essermi a cuore. Ed è anche il motore per un progresso autentico", ha concluso.