MAFIA: PADRE STABILE (ESPERTO), "RESTA NECESSARIO FORMARE LE COSCIENZE" (2)

"Sempre negli anni Novanta – ricorda padre Stabile – c’era stata la cattura di Totò Riina, la visita di Giovanni Paolo II ad Agrigento con la condanna della mafia. «Cosa Nostra» credette di piegare lo Stato e di poter trattare da una posizione di forza. Volle intimidire la comunità ecclesiale con la morte di don Pino Puglisi e di don Giuseppe Diana. Fallì quell’attacco, e la mafia palermitana di Provenzano scelse la linea degli affari sotterranei". Secondo padre Stabile, "non si sono estinti gli affari legati alla droga, come dimostrano gli interessi che legano gli arrestati di questi giorni, ma certamente il volume degli affari legati alla droga non è più quello degli anni Settanta e Ottanta. La presa sul territorio si è fatta, allora, più forte con la riscossione del pizzo e il controllo degli appalti. La novità, oltre i successi avuti dalle forze dell’ordine con gli arresti di Provenzano e di Lo Piccolo e ora di questi italo-siciliani, è che la defezione dei collaboratori di giustizia ha aperto larghe maglie nella organizzazione che non si mostra più così compatta e sicura". L’esperto sottolinea anche come con le "manifestazioni di massa degli anni Novanta si è passati a un impegno nuovo della società civile e delle organizzazioni imprenditoriali e commerciali che hanno cominciato a espellere coloro che si sottomettono al controllo mafioso". (segue)