"L’arresto di mafiosi tra Palermo e New York e le indagini che verranno sviluppate e che, come precisato dal procuratore di Palermo, porteranno ad ulteriori operazioni, sono una buona notizia. Quanto accaduto, se da una parte ci conferma nella convinzione che non si è interrotto il rapporto tra mafia americana e siciliana, dall’altra è indice di una stretta repressiva che mette sempre più in difficoltà la struttura stessa dell’organizzazione mafiosa". Così lo storico della Chiesa ed esperto del fenomeno mafioso, padre Francesco Stabile, parroco a Bagheria (a 10 km da Palermo), commenta al SIR i risultati dell’operazione che, nei giorni scorsi, ha portato a oltre 70 arresti tra la Sicilia e gli Stati Uniti. Un colpo alla mafia, questo, a cui ha fatto da contraltare la notizia di un piano preparato dalle cosche mafiose di Gela per uccidere il sindaco a causa del suo impegno nella lotta al racket delle estorsioni. Per questo, padre Stabile ribadisce che "resta sempre necessario il compito di formazione delle coscienze". Analizzando i cambiamenti degli ultimi anni nella lotta alla mafia, padre Stabile afferma: "Qualcosa sta cambiando rispetto agli anni Novanta quando ci fu una grande mobilitazione popolare che seguì le stragi del 1992 e del 1993 in cui morirono Falcone e Borsellino e le loro scorte. E poi seguirono le bombe a Roma, Milano e Firenze, l’uccisione di don Giuseppe Puglisi". (segue)