DONNA E UOMO: DANESE, LE REGOLE E LA "LOTTA CONTRO IL LIMITE"

Il maschio come "giudice". Appartiene alle prerogative tradizionalmente maschili la "normatività", cioè la "capacità di tessitura delle regole, sia per produrne di nuove, sia per conservarle come tenuta dei legami sociali". Ne è convinto Attilio Danese, docente di antropologia personalista a l’Aquila, sociologia dell’educazione a Chieti e condirettore della rivista "Prospettiva persona". In una relazione tenuta oggi "a due voci" insieme con la moglie Giulia Paola Di Nicola, Danese si è soffermato su alcune caratteristiche, a suo dire, prevalentemente maschili, all’interno di un’antropologia relazionale o "uni-duale". "Se le femmine – ha detto il relatore citando una ricerca condotta su un gruppo di bambine e un gruppo di bambini – sono capaci di andare oltre le regole pur di mantenere i rapporti con le persone, i maschi sono disposti a rompere i rapporti pur di mantenere le regole". "L’attenzione alle istituzioni giuste – ha detto Danese – è essenziale per le regole etiche su cui si regge una comunità". Tuttavia, il lato oscuro di questa tendenza "può essere il burocraticismo, l’impersonalità di un comportamento obiettivamente freddo". Altra prerogativa maschile, sempre secondo Danese, è la "lotta contro il limite", cercando "di andare incontro all’ignoto, di vincere gli ostacoli". Con il rischio di produrre, ha commentato il relatore, "concorrenza esasperata, invidia, uso di mezzi illegittimi".