INTERCULTURA: SUOR SCALERA (CELIPS), NO A UNA "INSALATIERA ETNICA, MULTIETNICA, MULTIRAZZIALE"

L’educazione interculturale come "prospettiva pedagogica generale". È il messaggio lanciato da suor Domenica Scalera del Celips (Centro cultura e lavoro dell’Istituto preziosissimo sangue), intervenuta questa mattina a Verona al seminario di studio sul tema "I lontani sono diventati vicini" (in corso da oggi fino a domenica prossima), promosso dalla Fondazione Cum, dalla Fondazione Migrantes della Cei e dall’Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia). Per suor Scalera, l’educazione interculturale "non avviene per caso, ma dev’essere voluta, provocata e progettata. Non si crea una metropoli interculturale se non c’è un progetto d’intercultura nella città. Si può creare, nel migliore dei casi, una metropoli «insalatiera etnica», multietnica o, per coloro che ancora credono che esistano le razze, multirazziale". "Se il nostro atteggiamento – ha aggiunto – è soltanto multiculturale, di tolleranza, è troppo poco. Si tratta di andare oltre la tolleranza, verso una prospettiva d’interculturalità viva e inevitabilmente progettuale", capace cioè "di creare legami fra i soggetti diversi e le istituzioni". Per questo occorre creare mediazioni in ambito sociale, socio-sanitario e scolastico.