IMMIGRATI: MONS. TARCHI (CEI), ESIGERE ANCHE "LA LORO SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO"

"Il lavoro è la porta che mette in relazione le persone, ne favorisce l’incontro e la conoscenza, e può essere la via privilegiata per l’integrazione". Lo ha detto questa mattina mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, aprendo il seminario "Immigrati e legalità: il controverso caso della Romania", promosso dal medesimo ufficio in collaborazione con la Fondazione Migrantes e la Caritas italiana. "Se davvero – ha aggiunto – il tema della sicurezza oggi è al centro della preoccupazione della politica e dei cittadini", esso va riferito anche agli immigrati, "comprendendo anche la loro sicurezza sui posti di lavoro. Non possiamo trascurare la drammatica situazione degli incidenti mortali che spesso li vedono coinvolti". Per mons. Tarchi "la prima forma di legalità da perseguire con coraggio e con decisione è il rispetto e la tutela dei diritti di ogni persona che lavora. Se l’Europa è realmente la nuova casa comune, allora occorre che cresca in tutti i cittadini dei Paesi che ne fanno parte la cultura della legalità". Intesa "come stile virtuoso per gli italiani che operano attualmente in Romania nelle circa 20 mila imprese; come cifra di una convivenza serena e pacifica per chi vive nel nostro Paese".