"Un segnale forte della volontà di modernizzazione delle istituzioni europee, per un funzionamento più efficace e trasparente dell’Ue": José Manuel Barroso interpreta il via libera al Trattato di Lisbona che giunge, con ampie maggioranze, dall’Assemblea nazionale e dal Senato francese, portando a cinque le ratifiche del testo. Il voto di Parigi assume un significato particolare: il primo stop alla Costituzione Ue (di cui il nuovo Trattato prende il posto) era arrivato dagli elettori francesi, con il "no" alla ratifica mediante il referendum popolare del 29 maggio 2005. Bernard Kouchner, ministro degli esteri, spiega che il Trattato "dev’essere apprezzato per il suo valore", cioè "come un momento importante per la costruzione dell’ideale europeo". Barroso aggiunge che, "ponendosi tra i primi Stati membri che hanno adottato il Trattato, la Francia conferma la sua volontà di impegno in prima fila in Europa". "Io saluto conclude Barroso – l’ambizione europea del presidente della Repubblica, del governo, dell’Assemblea nazionale e del Senato, di cui è testimone questa decisione, in vista del successo della presidenza francese del Consiglio Ue", responsabilità che Parigi assumerà a partire dal 1° luglio.