GIOVANI: CANTELMI (PSICHIATRA), DARE ALLA SOFFERENZA "RISPOSTE DI SENSO"

Due, dice lo psichiatra Tonino Cantelmi, le principali cause di sofferenza per i giovani di oggi: quelle "legate alla difficoltà dei rapporti interpersonali" e quelle legate "all’esperienza del proprio limite e alla mancata autorealizzazione". Mentre è ancora viva l’eco del monito del Papa sui rischi di tenere i figli al riparo da difficoltà ed esperienze di dolore, in un’intervista al SIR il presidente dell’Aippc (Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici), parla di una sorta di "diffuso e asettico protezionismo che tende ad edulcorare la visione della vita e ad evitare ai bambini ogni trauma, senza prepararli ai momenti difficili, a volte drammatici, che l’esistenza riserverà anche a loro". Di qui, per Cantelmi, "l’incapacità di molti giovani, abituati fin da piccoli ad averla vinta su tutto, di gestire il conflitto, la delusione e la frustrazione che nascono dai rapporti interpersonali", il ricorso "a tecnologie che mediano e proteggono la relazione come le chat, gli sms, o messenger, oppure a sostanze come l’ecstasy e la cocaina che li aiutano ad instaurare rapporti liberi e disinibiti". Ma questa "sofferenza repressa e mascherata può anche sfociare nella disperazione o nella violenza", come dimostra "la diffusione del bullismo non più individuale, ma di gruppo, la cui forza si fonda sulla paura della solitudine". (segue)