"La crisi politica attuale scrive Marco Bonatti, direttore di "La Voce del Popolo" (Torino) – rappresenta forse il punto più basso nella storia della Repubblica. Perché ci sono stati momenti molto più gravi, dall’attentato di Togliatti all’assassinio di Moro: ma nessun altro in cui la «classe dirigente» italiana ha dimostrato e proclamato la propria incapacità di gestire se stessa e le istituzioni. A forza di lucidi calcoli sui propri interessi particolari, l’interesse generale è scomparso nella nebbia, uscito dall’orizzonte della politica". Ma, aggiunge Bonatti, "se è vero che gli eletti non sono, in genere, tanto peggiori dei propri elettori, dovremo dirci che anche per noi questo è il punto più basso, la caverna dalla quale si può solo risalire. Si potrebbe utilmente impiegare il tempo di questa campagna elettorale riflettendo su alcune questioni concrete" per "trovare una soluzione politica adeguata a «riempire il vuoto» attuale". L’"auspicio" di Bruno Cappato, direttore di "La Settimana" (Adria-Rovigo), è che "torni ad esercitarsi la sana politica da parte di chi rappresenta la popolazione, da parte di chi in coscienza e per mandato popolare sente e dimostra di essere al servizio del cittadino". Cappato rileva, poi "un’altra aspettativa" che "riguarda la presenza dei cattolici in politica": "Qui la risposta giusta la deve trovare il laicato cattolico".