Secondo Nicole Fontaine, autrice di una pubblicazione divulgativa intitolata "Il Trattato di Lisbona", non dovrebbero esserci sorprese "rispetto al processo di ratifica" in corso nel 2008, "perché quasi tutti i paesi provvederanno per via parlamentare. L’unica eccezione è rappresentata dall’Irlanda che, per ragioni costituzionali, deve passare attraverso un voto popolare". "Il vero problema aggiunge l’eurodeputata – è un altro: non vorrei, infatti, che affidando ai parlamenti nazionali il compito di approvare il testo, si oscuri il dibattito su di esso. Sarebbe un risultato negativo, perché terrebbe i cittadini lontani da un passaggio istituzionale basilare". Fontaine denuncia invece "problemi di comunicazione" da parte delle istituzioni Ue: "Di risultati se ne producono, ma con fatica si riesce a mostrare ai cittadini i vantaggi, diretti o indiretti, che ciascun paese ottiene dal far parte della casa comune. Dobbiamo imparare a raccontare meglio le leggi e le politiche che nascono e si sviluppano efficacemente nelle sedi Ue" di Bruxelles e Strasburgo.