Il 2007 è stato "l’anno della ripresa dopo lo stop all’integrazione dovuto al fallimento costituzionale". Nicole Fontaine, eurodeputata francese, già presidente dell’Assemblea di Strasburgo, spiega in un’intervista al Sir (in rete domani) la sua posizione sul Trattato di Lisbona, sul processo di ratifica in atto, sulle novità introdotte dal testo e sui suoi limiti. A suo avviso, infatti, "il Consiglio europeo di ottobre nella capitale portoghese ha raggiunto un solo, pur importante, obiettivo: quello di rimettere in marcia le istituzioni comuni. Eppure lo choc provocato dai referendum francese e olandese sulla Costituzione non è ancora superato e i cittadini rimangono distanti dall’Ue". L’esponente dell’Ump, partito del presidente Sarkozy, elenca i "risultati politici" e giuridici raggiunti, ma segnala che tali decisioni "non aiutano a superare gli interrogativi di sempre: vogliamo un mercato unico o una costruzione fondata sulla solidarietà? Nell’Ue devono prevalere gli egoismi nazionali o superiori interessi comuni?". Quindi "bisogna tornare a una riflessione sul tipo di integrazione che vogliamo realizzare e se, per perseguirla, siamo disposti a cedere parti di sovranità all’Ue". (segue)