” “"Il tempo che viviamo non rende affatto superflua o superata la Quaresima. È, anzi, ancor più necessaria e rispondente alle nostre esigenze. Ha solo bisogno, come ogni altra realtà importante, di essere riscoperta e rinnovata": lo scrive, in apertura della Lettera pastorale per la Quaresima 2008, il vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo. Di fronte ai rischi di una fede debole e superficiale, il vescovo indica la Pasqua come "la meta più alta, più importante e più bella verso la quale tendere, perché è la vittoria completa sul male e sulla morte, è la trasfigurazione di tutto". "Potremo dire che la Quaresima è una terapia forte, non una semplice terapia di mantenimento, – aggiunge – ma una terapia d’urto per risanare e rinnovare la nostra vita. Ne abbiamo proprio bisogno". Nella seconda parte della lettera, sulla dimensione pubblica della fede, il vescovo nota che "le strutture socio-politiche sono caratterizzate dall’esclusione di Dio dalla sfera pubblica. Non viene imposto l’ateismo teorico, ma prevale l’impostazione ‘come se Dio non esistesse’. La fede in Dio è un ‘affare privato’, irrilevante sul piano pubblico". Per mons. Mattiazzo, questa situazione esige dal "singolo che vuole vivere secondo la fede convinzioni forti e l’appartenenza a una comunità che sostenga la fede".” “