CAMPANIA
Approvato in prima lettura il nuovo Statuto con qualche perplessità
È stato approvato in prima lettura, il 12 giugno, il nuovo Statuto della Regione Campania. Nel testo si trova, tra gli altri, il richiamo alle radici cristiane, il principio di uguaglianza, la tutela e la valorizzazione delle diversità religiose, il riconoscimento e il sostegno alla famiglia e alle unioni familiari, tematiche “eticamente sensibili”, la questione del lavoro.Ingiusta parificazione. Non è d’accordo con la formulazione dell’articolo 8 lettera “e” Michele Tarallo, presidente del Forum delle associazioni familiari della Campania. L’articolo in questione, infatti, parla di “riconoscimento” e “sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio e alle unioni familiari, nel rispetto dei principi dettati dagli articoli 3, 29 e 30 della Costituzione”. “Mentre è corretto il richiamo agli artt. 29 e 30 – dice Tarallo – non mi sembra altrettanto quello all’art. 3 quando parliamo di famiglia. Infatti, il riferimento alla pari dignità sociale e all’uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali mi sembra che apra le porte ad un relativismo etico pericoloso”. Anche l’art. 5 non piace a Tarallo, dove si parla del “valore della differenza di genere”: “Mi sembra pericoloso parlare di genere e non della bellezza e della ricchezza legata alla differenza tra un uomo e una donna, quasi si volesse sottolineare che tutto è lecito”. Per Oreste Ciampa, presidente dell’Unione giuristi cattolici di Napoli, “il testo dell’art. 8, lettera e, dello Statuto ripropone lo spirito di pervadente relativismo, per mezzo del quale si pretende accomunare alla famiglia, nella pari dignità e tutela, le unioni familiari. Tale parificazione quantomeno ostacola il lavoro di educazione alla verità delle persone, imprigiona i giovani alle catene della cultura dei desideri, dell’emotivismo, dello sfrenato materialismo dei tempi”.Alcuni dubbi. Sulla scelta di lasciare a 60 il numero dei consiglieri regionali, nonostante le nuove e più numerose competenze legislative affidate al Consiglio regionale, a giudizio di Ciampa hanno pesato due elementi. Il primo: “il dovere di impegno dei consiglieri nello svolgimento di un lavoro qualificato per l’esercizio di un compito di massima responsabilità pubblica”; il secondo: “la sensibilità acuta delle popolazioni, contrarie ad ogni scelta di maggior aggravio del funzionamento della politica e dell’amministrazione regionale”. Per quanto riguarda l’istituzione della Consulta di garanzia statutaria, che dovrà esprimere pareri di conformità alla Costituzione e allo Statuto delle delibere legislative e dei regolamenti approvati dal Consiglio, il presidente dell’Unione giuristi cattolici di Napoli, avanza dei dubbi: “Essendo il risultato della scelta del solo Consiglio regionale, l’organo appare essere privo di valida garanzia di autonomia, per la mancata pluralità delle fonti elettive e per la mancanza di rappresentatività dell’intera comunità regionale”.Creare opportunità di lavoro. Più ottimista Eleonora Cavallaro, presidente delle Acli Campania: “L’approvazione, sia pure in prima lettura, dello Statuto è senz’altro un evento positivo così come positivo è il giudizio sull’articolato complessivo”, che tocca, tra gli altri, il tema delle pari opportunità e del lavoro. “In una Regione come la nostra dove il tasso di attività delle donne (34,6%) è tra i più bassi delle Regioni italiane, per non parlare di quelle europee e dove anche la natalità è in calo, una seria politica di piena occupazione non può non partire dall’elaborazione e dall’attuazione di una strategia articolata volta a favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, rafforzando la rete degli asili e delle strutture di supporto per i familiari anziani o comunque non abili di cui solitamente soprattutto le donne si prendono cura”. Per Cavallaro, ciò “significa creare nuove occasioni di lavoro dipendente e autonomo”. Non solo: “Servizi e garanzie (per malattia, maternità, pensione) favoriranno – afferma Cavallaro – anche la ripresa del tasso di natalità oltre che della stessa crescita economica. In una regione in cui il 21% dei propri giovani e per lo più laureati è costretto ancora oggi ad emigrare una seria ed efficace politica del lavoro è necessaria per bloccare il processo di impoverimento umano ma anche economico: se i cervelli migliori se ne vanno viene minato alla base il processo di sviluppo”.Apertura all’incontro. “La Campania, terra di incontri fecondi fra culture e religioni diverse, è un dato innegabile della realtà regionale ma è anche la sua vera vocazione. Sottolinearlo nella bozza dello Statuto appare una scelta politica di alto profilo, in grado di leggere e la complessità del presente e di indicare una prospettiva di respiro per il futuro”. A sostenerlo è Marco Rossi, della Comunità di Sant’Egidio di Napoli. Il successo dell’Incontro interreligioso, promosso nell’ottobre 2007 dalla Chiesa di Napoli e dalla Comunità di Sant’Egidio, è “il segno di una domanda profonda di occasioni di incontro con la ricchezza delle culture e delle religioni, un bisogno di apertura e confronto con orizzonti vasti. Ci sembra fondamentale che queste esigenze trovino espressione in un documento così rilevante”, conclude Rossi.a cura di Gigliola Alfaro(09 luglio 2008)